venerdì, dicembre 26, 2008

meraviglioso

"...ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare..."
(Modugno e Negramaro)

domenica, dicembre 21, 2008

quello che ha detto Astrid

Non so se ho voglia di raccontarvi questa storia. Non l’ho mai detto a nessuno e non so se mi posso fidare di voi. Ma forse parlarne mi farà stare meglio. Era novembre dell’anno scorso. Ero appena arrivata a firenze col treno delle 14e40. ero scesa alla stazione campo di marte, per evitare la folla della stazione centrale. Uscita dalla stazione, mentre camminavo, per terra ho visto un portafoglio. Rosso. Da donna. L’ho aperto. era di milena zucchi, via sarpi 39. non sapevo dov’era la via e non mi andava nemmeno di chiedere. Cosi ho messo il portafoglio nello zaino e sono andata in ostello. Ho cercato la via sulla cartina, poi non so cosa mi è preso, ma ho iniziato a guardare dentro tutte le tasche del portafoglio. In una ho trovato una foto. C’era milena con i suoi due figli, un bambino di 7o 8 anni e una ragazzina. Era stata scattata a barcellona, a parc guell. Lo so perchè c’ero stata poche settimane prima. La foto era stata fatta sicuramente da sua marito. Li aveva colti di sorpresa. Sorridevano tutti e tre e avevano gli occhi felici. Ho invidiato quella foto. Al mattino presto sono andata in via sarpi, mentre mi avvicinavo al numero 39 milena è uscita di casa, con suo figlio. Non so perchè ma non sono riuscita a dire niente. Li ho seguiti. Hanno preso l’autobus e l’ho preso anch’io. Suo figlio è sceso davanti alle scuole elementari, invece milena ha proseguito. È scesa davanti all’ipercoop. Sono scesa anch’io e l’ho seguita da lontano. Ho guardato quello che metteva nel carrello. Ha preso una confezione da un litro del latte granarolo alta qualità, l’unico che bevo e 2 confezioni di biscotti osvego, i miei preferiti. Poi è andata al reparto panetteria. La commessa le ha detto: signora il solito? E lei ha risposto: no mi dia un panino in più che stasera ho un’ospite. Allora ho capito. Ho capito che non era tutto una coincidenza. Aspettavano proprio me. Così sono uscita di corsa dal supermercato. Sono andata all’ostello e mi sono preparata. Ho messo il vestito più bello che avevo, poi sono andata in via sarpi. La casa era buia, non c’era nessuno. ho aspettato lì davanti per tre ore, ma non sono tornati. Al mattino prestissimo sono andata di nuovo là. La porta di casa era aperta, e anche il cancello. Col cuore che mi batteva forte ho suonato il campanello. È uscito il marito di milena e mi ha detto: ah buongiorno, lei è dell’agenzia? E io gli ho risposto: no sono astrid. Lui mi ha guardato, sembrava non capire. Poi in giardino è entrato un camion. Ho letto la scritta: traslochi europa. Allora ho iniziato a capire e gli ho chiesto: ma andate via? E lui mi ha detto: certo traslochiamo. E le mie parole mi si sono strozzate in gola. Avrei voluto dirgli: ma come, ma a me non ci pensate, e adesso cosa faccio e dove vado? Ma non ce l’ho fatta. Lui è salito sul camion e da quel giorno non ho più rivisto milena e la sua famiglia. Di loro mi rimane solo la foto scattata a barcellona

mercoledì, novembre 12, 2008

teatro catartico

per una sera mi chiamerò Asdtrid. Ho 30 anni e giro il mondo facendo foto. ho abbandonato il mio lavoro e i miei affetti per fare quello che mi piace, per non pensare a quello che vorrei essere ma non sono. ho scelto di rappresentare questa storia. niente si sceglie a caso. il mio personaggio sarà un po' finto e un po' reale. quelli che mi vedranno, forse, mi capiranno un po' di più.
A

domenica, ottobre 26, 2008

«In tutto amo la semplicità. Questo modo di essere semplice l'ho imparato nella mia infanzia, là nel mio paese... Tutta la mia infanzia si identifica con il mio paese: pastori, campi, cielo, solitudine. Semplicità, insomma. Io mi sorprendo molto quando credono che le cose che ci sono nelle mie opere siano azzardi miei, audacie da poeta. No. Sono dettagli autentici, che a molti sembrano strani»

federico garcia lorca

venerdì, ottobre 24, 2008

venerdì, settembre 19, 2008

bruchi?



T

sabato, settembre 13, 2008

Depervasione

venerdì, settembre 12, 2008

pervasione n°6

Tra la terra e il cielo notturno
solo gli alberi a tendere le braccia.
Ed io qui seduto sul globo
come un punto di domanda
come tutto il futuro che deve venire
come tutta la potenza che sarà atto.

Ciò che è alle spalle non conta più
lo tengo qui come una noce in una mano
come la forma di un pensiero.

C'è un momento da non perdere
che precede ogni partenza.
E' quel momento in cui ci si può sedere
a cavallo del vertice del cono di luce,
non fare nulla, ascoltare e godersi
lo scroscio di cascata sulle spalle,
tenere insieme nello stesso pensiero
la sorgente e la foce
del flusso in cui si è immersi.

Quel momento è prezioso come la luce,
confortevole come la notte,
dolce come l'attesa colma di fiducia.

Quel momento è rivelazione ed eternità
e spreco immane sarebbe
anticipare passi frettolosi.

Quell'immobilità è già un approdo
è molto più che partire,
molto più che arrivare.

T.

martedì, luglio 22, 2008

dal film "into the wild" (da vedere, ri-vedere, ririririvedere):
"Happiness only real when shared"
A

venerdì, luglio 11, 2008

noi non avremo mai un tatuaggio, tu ed io, lo so.

giovedì, luglio 10, 2008

E ora?

mercoledì, luglio 09, 2008

perdente vs vincente

Tipiche frasi del perdente: è difficile, tu non capisci, non può funzionare, non è colpa mia, sapessi quante volte ci ho provato, anche lui non ci è riuscito, si ma però...
Frasi del vincente; è impegnativo, non mi sono spiegato bene, provo a spiegarmi diversamente, potrebbe essere una buona idea, proviamo, adesso rimedio, io voglio e posso migliorare.