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domenica, febbraio 24, 2008

È alta e ha tre figlie. Tre piccole principesse teutoniche, tre alici di rackham, tre zampettanti creature che le guizzano intorno.

Ha una ferita sotto l’occhio che rende il suo volto asimmetrico e cangiante. Due profili, due donne diverse.

E poi ci sono io.

Questo è il nostro primo giorno insieme.

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All’aeroporto…non mi piacciono gli aeroporti, sono centri commerciali dove le persone sbucano da sotto gli scaffali, non mi dicono niente, non ce li ho nel sangue, non ho mai volato. Non sono come le stazioni ferroviarie, che odorano di metallo e di ruggine, di nafta e di tempera. Qui le persone, tutte le persone, anche quelle senza biglietto, anche quella senza documento di identità, anche quelle senza piccola patria da riportare in adesivi su sacchi e valigie, qui le persone appaiono e scompaiono,e hanno odori che non provo neanche a distinguere.

All’aeroporto, ieri...

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