venerdì, gennaio 25, 2008

Zen?

"Non riesci a vedermi, Mei?" chiese Fang.
"Nel mio corpo reale ci sono molti pensieri", disse la ragazza.
"Molte gocce d'acqua sono la pioggia," disse Fang, "ma la pioggia non è una goccia d'acqua. Molti pensieri sono il tuo pensiero, ma il tuo pensiero non è nessuno di questi pensieri. Cancellali e vieni."

da "Terra!" di S.Benni

T.

mercoledì, gennaio 23, 2008

"Tutto è una sola strada tra un milione. Quindi devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada, e che non c'è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall'ambizione. Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda...... Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono uguali; non portano da nessuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di avere percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte...... Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Senon lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da nessuna parte: ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta a un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce. Un guerriero sa che un sentiero ha un cuore quando è una sola cosa con lui, quando prova una grande pace e un grande piacere nell'attraversarlo in tutta la sua larghezza. Le cose che il guerriero sceglie per fare i suoi scudi sono gli elementi di un sentiero che ha un cuore".

sabato, gennaio 12, 2008

Niente di uguale

Sia mai che mi si accusi di essere parziale!
Eppure niente è stato uguale dopo quell'incidente.
Se mi chiedessero qual'è la mia esperienza più significativa, risponderei: quella volta in cui i piedi presero fuoco.
Sì, proprio così.

I piedi si ustionarono gravemente ed io, con altri tre che erano seduti sui sedili di fianco e posteriori, venimmo baciati in fronte dalla signora con la falce.
Rimasi 3 settimane in ospedale.
Il tempo era fermo, scandito più dal dolore al ritorno dagli interventi un giorno sì e uno no, che da altro. (qualcuno sa che sviluppai una dipendenza dall'anestesia).
La mia testa era veloce e io mi innervosivo. Poi la lentezza del tempo ebbe la meglio, i pensieri si acquietarono, mi godevo tutto potendolo collocare e assaporare (anche il dolore, che attraversavo quasi non fosse mio). Guardavo molto fuori dalla finestra e, dalla
mia soggettiva, l'immagine era fissa: due strisce, di due blu diversi, quella del cielo e quella del mare, dentro la cornice di un infisso rosso.
Mi sentivo forte.
Al ritorno imbrattai questa tela.


T.

giovedì, gennaio 10, 2008

Confluenza

Mi trovo qui, a questa confluenza di necessità e volontà.
Bello sarebbe se, al tempo opportuno, si realizzasse l'ambito incontro con signora sufficienza.
Chiaro no?
T.

lunedì, dicembre 31, 2007

niente di più - niente di meno

Stacco dal calendario l'ultimo mese e un pelucchio di polvere accumulata svolazza per un po', stalla e poi va a collocarsi dentro un origamo di carta a forma di scatola.
Penso che mi dispiace che quest'anno se ne vada, che è stato un anno faticoso, ma anche bello, di scelte difficili, di imprese fallite e altre realizzate; un anno iniziato con la speranza della felicità e finito, come gli altri, con il rinvio di questa all'anno che fa capolino dalla porta di questa mezzanotte e con il rafforzato sospetto che di pia illusione si tratti, per quanto necessaria a non accasciarsi nel punto stesso dove le suole poggiano.
Ma, riguardo a questo, già Leopardi ci aveva messi in guardia.
Non so, alla fine mi sembra di poter dire che l'ho amato questo anno, di più di quanto abbia amato quelli che lo hanno preceduto. L'ho amato come si ama un figlio, a prescindere dalla bontà o cattiveria, come una creatura a cui ho dato forma, come qualcosa di prezioso, di raro, anzi unico.
Avrò altri figli, ma questo sta partendo e di quelli futuri non so nulla, se non che non saranno infiniti. Ecco: so che ognuno di questi vorrò abbracciarlo il più possibile, con le braccia che saprò.
T.

sabato, dicembre 29, 2007

Non ho resistito

mercoledì, dicembre 26, 2007

Finché

Che strana questa fase in cui, per la prima volta, mi sembra di sapere quali sono i prezzi, quanti soldi ho in tasca e di conseguenza come vorrei spenderli, eppure sono triste. Non so quanto tempo avrò, quanto rimane rimane, giocherò la mia parte. Forse saranno anni e tuttavia potrà essere come uno schiocco di dita. non importa, sono pronto.
T.

domenica, dicembre 23, 2007

riflessioni mentre aspetto una paziente che non arriva

ascoltare il silenzio e dargli un senso. riempirlo di pensieri, di speranza, di interpretazioni. il silenzio non è vuoto. è una culla della fantasia, è un contenitore di un mondo sommerso, impalpabile ma presente. A

giovedì, dicembre 20, 2007

giovedì, dicembre 13, 2007

paura

Tutte le volte che vedo questo graffito penso alla vita, alla nascita, all'inquietudine.
oggi, per la prima volta in vita mia, ho una concreta paura di morire.
A



martedì, dicembre 11, 2007

Non bisogna fidarsi degli appartamenti

"Ci sono certe cose che non buttiamo proprio via: le accompagnamo lungo un declino, lasciamo piuttosto che ci si perdano attorno, senza chiederci dove sono finite." (E.Palandri)
T.

sabato, dicembre 08, 2007

Attraverso i muri

Io passo attraverso i muri, ripete il protagonista semplicione-logorroico dell'ultimo spettacolo di Ascanio Celestini. Io passo attraverso i muri, come fosse un'ombra. Attraverso il suo sguardo ingenuo il nostro mondo fatto di illusione e virtualità ci viene restituito come un grande assurdo, un gran paradosso, in cui tutti possono sentirsi apparentemente soddisfatti, ma poi manca qualcosa e quel qualcosa è essenziale, perché siamo soddisfatti di una soddisfazione virtuale, siamo soddisfatti in qualità di ombre.
Se vi capita, andatelo a vedere.

Mi sto allenando a passare attraverso i muri. Per ora solo contusioni.

Per la voglia di alzarsi e provare a cambiare: http://www.ascaniocelestini.it/appunti.htm
T: